Senza una buona ragione da Lettrici Voraci

da Alexandra Sultan
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La prima cosa che ci ha attratte di “Senza una buona ragione” di Benedetta Bonfiglioli è
stata la copertina, fatta di carta ruvida, con quelle parole cancellate, che abbiamo tentato di
leggere avvicinandoci. Anche il verde fluorescente che occupa gran parte delle illustrazioni è
molto azzeccato: è disturbante, fastidioso, ma allo stesso tempo dà una sensazione di
familiarità che porta a pensare ai libri di scuola mezzi evidenziati. All’inizio siamo rimaste
stupite dell’apparente semplicità del libro, sia esteriore che interiore, ma quella che ci
sembrava una storia lineare si è rivelata sempre più intrigante e coinvolgente. Questo è
dovuto al costante susseguirsi delle disavventure di Bianca, le quali diventano gradualmente
sempre più terribili, dolorose e imprevedibili. Le vicende generano un profondo stato di
empatia e di angoscia nel lettore, infatti certe volte si è costretti a interrompere la lettura per
emergere dal profondo e avvolgente oceano creato da questo libro. Bisogna prendersi delle
pause anche perché il senso di impotenza e la repulsione per certe azioni compiute dai
personaggi sono troppo forti e disturbano nell’animo. Fortunatamente il libro termina con un
barlume di speranza per Bianca, finale che ci ha dato modo di fare ipotesi su cosa sarebbe
successo alla protagonista una volta tornata a casa ma che ci ha anche fatto desiderare un
secondo romanzo. Nonostante ad alcune di noi il cambio dalla terza alla prima persona
durante la narrazione abbia creato qualche fastidio nella lettura, siamo tutte d’accordo sul
fatto che la tecnica del “narratore inaffidabile” renda la storia molto più verosimile e generi
dei colpi di scena realmente inaspettati.

“Senza una buona ragione” ci è piaciuto molto, perché riesce a immergere il lettore nella storia e a coinvolgerlo personalmente; proprio per questo lo consigliamo soprattutto a un pubblico più adulto: perché riesce a descrivere stati
d’animo molto complessi da esprimere a parole e che tutti dovremmo imparare a comprendere.

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