La pietra oscura

da Lapo Giorgetti
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Questo libro ha fin dall’inizio uno scopo evidente: riportare il lettore ai tempi dei
giochi d’avventura e di fantasia vissuti durante l’infanzia. Chiunque abbia avuto
esperienza di queste attività e abbia immaginato di vivere avventure fantastiche
insieme agli amici, si immedesimerà facilmente in questa storia.
Ma c’è anche un’immediata differenza: in questo libro i giochi diventano realtà.

Un gruppo di ragazzini si trova alle prese con eventi soprannaturali molto pericolosi, ma
anche col difficile mondo degli adulti in generale. Questi ragazzi agiscono esattamente
come degli adolescenti della loro età agirebbero, a volte goffamente e senza pensare
alle conseguenze, spesso compiendo errori.
Il motivo principale per cui la trama riesce ad essere così scorrevole e coinvolgente
sono sicuramente i personaggi, vero “cuore pulsante” della narrazione. Si scopre
molto tramite i loro dialoghi e spesso i momenti più importanti della trama si svolgono
grazie alle conversazioni tra di loro. Inoltre, il registro usato è molto informale tra i
ragazzi e cambia quando questi ultimi sono a contatto con degli adulti.
In generale, è evidente il conflitto tra mondo “adulto” e mondo “giovanile”: gli adulti
sono avversari, austeri e inflessibili, ma anche inaspettati alleati dei ragazzi. L’idea di
non conferire dei nomi propri ai due antagonisti principali è davvero geniale,
contribuisce a renderli ancora più distanti e freddi; naturalmente, gli adulti “alleati”
hanno dei nomi propri, e infatti sono più caldi e ospitali nei confronti dei ragazzi. In
questo modo, i due antagonisti principali si trasformano in “archetipi”, incarnazioni di
ideali malvagi e visioni del mondo grigie e spietate.

È incredibile come in questo romanzo coesistano un lato concreto della realtà e una
sorta di mondo ultraterreno e metafisico: sono due stili e due narrazioni che di norma
stonerebbero se affiancate, ma qui coesistono e si intersecano, grazie anche al
personaggio di Bartolo, che rappresenta un “ponte” tra i due mondi. Egli è capace sia
di risultare comprensibile ai ragazzi che di elaborare concetti metafisici, e infatti dona
alla narrazione quel misto di autorevolezza e spensieratezza che la rende così fluida e
ben amalgamata.
Anche la parte “magica” del romanzo è ben rappresentata, non vi è mai un’esagerazione che renderebbe gli avvenimenti estremamente irrealistici, essi sono rappresentati sempre come avvenimenti naturali estremi. Tutte le catastrofi non sono
altro che sintomi di un mondo malato, un po’ come il corpo umano manda dei segnali quando non è in salute. Proprio per questo al racconto è conferito un tono più reale, non completamente fantasioso.

In conclusione, questo è un romanzo coinvolgente che scorre in fretta grazie al
carisma dei suoi personaggi e al linguaggio estremamente fedele a una realtà
giovanile. Se volete rivivere i tempi in cui solo l’amicizia contava, o se ne siete convinti
ancora, questo libro è per voi.

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