L’ESTATE CHE HO UCCISO MIO NONNO

da matii.beca
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L’ESTATE CHE HO UCCISO MIO NONNO

Alice non è mai riuscita ad amare suo nonno Andrea che, da quando vive con lei e sua madre, non ha mai semplificato l’atto, infatti si comporta in modo brutale annullando così le loro vite, principalmente quella di Marta,la madre di Alice.

Alice vedendo la madre “annullarsi” inizia a preoccuparsi e a prendere scelte avventate; fin quando,per errore Manuela, la cugina della madre, non le rivela l’adolescenza terribile che Andrea ha fatto passare a Marta, allora, accecata dall’ira, Alice compie un’azione estrema. Alice andrà sempre più affondo nella vita della madre e troverà un frammento di una lettera che cambierà la visione del padre a Marta.

 

Nonostante i temi importanti affrontati nel libro; come i disturbi alimentari, l’autolesionismo, la privazione di un’infanzia e dell’adolescenza, le violenze fisiche e verbali subite dai personaggi, ho trovato questo libro poco coinvolgente e poco scorrevole.

Trovo che sia una lettura molto lenta, soprattutto negli ultimi capitoli dedicati al passato della madre.

Personalmente avrei diminuito i capitoli nei quali non avvengono fatti determinanti per lo svolgimento della storia.

Non ho apprezzato la scelta di attribuire bulimia e autolesionismo ad Alice poiché un disturbo mette in ombra l’altro, infatti quando si parla del primo viene trascurato il secondo. Alice si brucia all’altezza dell’inguine però quando va in spiaggia con il costume non vengono menzionate le cicatrici o il disagio che potrebbe provare, quando invece, si presta più attenzione nel descrivere il disagio e il disprezzo che prova nel esporre il suo corpo.

La storia sarebbe anche coinvolgente se non ci fossero pause continue e ripetizioni; ad esempio in buona parte dei capitoli Marta tende a giustificare il padre con la stessa frase o cambiando leggermente l’ordine delle parole quando invece si potrebbero dare più motivazioni e informazioni, come succede con l’infanzia di Marta, difatti avrei dato meno nozioni su cosa capita a Marta e avrei aggiunto altro sulla vita di Andrea,avrei scelto un fatto che lo spinge a comportarsi in modo burbero e ne avrei parlato all’interno del romanzo; come già detto il libro tende a divagare su tematiche o informazioni secondarie.

Tuttavia, anche se non ho apprezzato molto la lettura, la consiglio a chi è abituato a letture con approfondimenti psicologici e letture poco scorrevoli o a chi preferisce le descrizioni degli ambienti a dialoghi o azioni.

 

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