Sentirsi una formica rossa

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Chi non si è mai sentito la “formica rossa” del gruppo? La persona diversa, che nessuno capisce veramente. Questo libro parla delle difficoltà dell’adolescenza e come la protagonista le affronta, non senza pochi errori.   

 

La formica rossa è un romanzo di formazione della scrittrice Émilie Chazerand. In questo libro la protagonista Vania Strudel, la quale soffre di una ptosi congenita all’occhio sinistro, dovrà affrontare gli ostacoli che il primo anno di liceo porta, e superarli per trovare il suo posto nel mondo.

 

 Lo abbiamo scelto perché la copertina minimalista ci ha subito colpite, e ci è sembrato quello che rispecchiava maggiormente i nostri gusti. Nessuna di noi è una lettrice assidua ma tutte abbiamo letto questo libro molto velocemente e senza difficoltà: ci sono molti dialoghi, che rendono scorrevole il racconto e il registro linguistico è adolescenziale, con parole dello slang giovanile; forse per i nostri gusti ci sono troppe pause dove la protagonista descrive le sue emozioni, ma è comunque un libro di facile comprensione. Una cosa che ci ha sorpreso e che abbiamo notato tutte quante è il fatto che l’autrice usa molte volte l’ironia per sdrammatizzare tutti  i problemi che capitano a Vania.

 

Émilie Chazerand usa una tecnica letteraria molto particolare: all’inizio del libro Vania riceve una mail dove viene insultata anonimamente. Vania rimane sconcertata dal testo della mail  e per tutto il libro indaga su chi potrebbe essere stato a scriverle quelle brutte parole.

 

Wikipedia descrive le formiche rosse come “insetti estremamente organizzati, famosi per il colore rosso ruggine, l’aggressività nella difesa del territorio e il loro ruolo vitale nell’ecosistema forestale.” Ecco, forse Vania non sarà organizzata, ma rispecchia esattamente una formica rossa quando difende la sua quotidianità dai cambiamenti della vita, come per esempio la nuova fidanzata di Pierre-Rachid, il suo migliore amico. Inoltre l’autrice ha scelto proprio la formica rossa perchè è un animale che, come Vania, si distingue dalla massa: come le formiche rosse spiccano tra quelle nere, Vania spicca tra i suoi coetanei, c’è solamente da capire se in negativo o in positivo. 

 

Vania è consapevole di non essere popolare e per questo fa parte del “club degli sfigati”, un club fondato da lei. Gli altri membri del club sono la sua migliore amica Victore e il suo amico di una vita Pierre-Rachid; Victore soffre della fish-odour syndrome, una malattia che fa scappare tutti prima di fare amicizia con lei. 

Victore non è come Vania, se non fosse per la malattia lei sarebbe la ragazza più popolare della scuola e anche la protagonista sa, che se non fosse per la patologia, loro due non sarebbero mai state amiche. 

 

Victore è una ragazza atipica, nessuna di noi aveva mai sentito parlare della fish-odour syndrome, ma per quanto non si abbia una descrizione completa su di lei nel libro, pensiamo che sia simpatica, forse anche più di Vania, e che sarebbe stata sicuramente nostra amica se l’avessimo incontrata.

 

Pierre-Rachid è un ragazzo “strano”, come potrebbero essere considerate Vania e Victore.

Ha conosciuto Vania perché abitano nello stesso condominio, è molto educato e oggi si potrebbe considerare un “Golden boy”: ovvero un ragazzo solare, affettuoso ed estroverso, letteralmente un ragazzo d’oro.

 

Vania vive da sola con suo padre perché la madre di Vania “è morta”, o è quello che dice lei per tutta la durata del libro. Successivamente si scoprirà la verità e noi siamo rimaste molto sorprese da questo “plot twist”; secondo noi, Vania racconta che la madre è morta per proteggersi dalla paura di essere lei stessa la causa della sua scomparsa. Questo comportamento è un meccanismo di difesa dal senso di colpa; un senso di colpa ovviamente infondato, poiché non è colpa sua se la madre se n’è andata, ma che una bambina piccola tende a interpretare come l’abbandono da parte di chi cerca una vita migliore. 

 

Il padre di Vania si può descrivere in una sola parola: bizzarro. Fa il tassidermista ed è separato dalla madre di Vania da ormai parecchi anni. Abbiamo avuto tutte e quattro la stessa impressione su di lui: è un padre molto presente che è sempre disponibile per parlare con la figlia, e a volte anche con i suoi amici! Si impegna per ricoprire anche il ruolo di madre per Vania, ma secondo noi all’inizio  si scordava di vivere anche la sua di vita, invece di pensare solo a quella di Vania.

 

“Hai il diritto di essere un individuo ben delineato invece di un vago puntino nella massa. Certo, visti dalla luna, siamo tutte formiche. Ma tu puoi essere la formica rossa tra quelle nere. Cosa stai aspettando a vivere?!” Questa è una frase presente nel libro che ci ha ispirato molto e che ci teniamo a condividere affinché il suo messaggio arrivi a più persone possibili.

 

Per riassumere: questo è un libro adolescenziale che consigliamo a questa fascia d’età, perché pensiamo che la “GEN Z” e la “GEN ALPHA” possano cogliere a pieno il significato di questo racconto.

 

Abbiamo creato una playlist che ci sembra descrivere perfettamente Vania e inoltre abbiamo girato un podcast dove parliamo del messaggio del libro.

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